venerdì 26 dicembre 2014

Dove ai luoghi





Un viaggio a vuoto
dove ai luoghi
non si arriva per caso,
con questa potenza che si è dissipata
tra le parole spese 
e la fatica di darsi ascolto.



mercoledì 10 dicembre 2014

Foglie smisurate






Queste foglie smisurate che spingono, perfettamente in aria, perfettamente in terra, la voce. Non importa dove cingano la vita alla vita. Così, perfettamente sospese, perfettamente a terra, perfettamente appoggiate, nulla inseguono, tanto è esatta la perdita della forma. Ai tronchi, dove ai rami, il legno, tra legno e legno, preme esattamente la giusta aria. 
Questo umano resistente tenta case, tra case e case reticoli di precisione. Ai fuochi si faccia veglia a questa smania, una mano si appoggi sulla schiena, si soffi sul fuoco, arda la legna.
Legna, che per scaldare questo umano resistente si è fatta femmina.


sabato 6 dicembre 2014

Piccolissima cosa





Ai risvegli 
al sonno che arriva inseme al buio
alle luci che salgono dalla valle 
alle cime chiare di neve 
ai cani sciolti 
al caffè all'alba 
all'alba con il caffè
al caldo stretto fra le mani
alla tazza che lo contiene
al gatto senza un occhio
alla doccia calda
alle curve in salita
alle discese con le curve
alla poca luce che serve
ai sentieri che non portano a niente
al niente che mi libera
alla libertà, piccolissima cosa che si fa strada.


martedì 2 dicembre 2014

Questo silenzio si addentra





civico47 trasloca.
Con esso trasloca anche La Lettrice a Tu per Tu, un gatto senza un occhio, tre sedili di libri, una tazza e una ciotola di croccantini.
Lo sposalizio da poco avvenuto ha dato i frutti desiderati: entrare a vivere nello sposo, il Bosco.
Non un bosco qualsiasi, non un insieme distinto di specie, non un ecosistema, non un luogo incontaminato, ma il mondoesistenza che ha sciolto blocchi e divieti affinché io potessi di nuovo tornare a casa. 

Casa in cui il mio corpo abbandona la paura per la mancanza di confini. Corpo che si disperde dimenticando di pensare. Pensiero che ha creato la strada per arrivare. Pensiero che svanisce dietro le spalle perché il nemico è un ricordo inesistente. Ricordo che si racchiude nel palmo della mano. Palmo in cui le nebbie del primo mattino bagnano la carne e non resta che contemplare una goccia d'acqua.

Spogliare l'esistenza di un'altra tastando, il più delle volte alla cieca, "qualcosa" che non preme per essere chiamato, "qualcosa" che senza nome lascia libera la parola da senso e significato, sponde che sono servite per comprenderla, ma soprattutto per ridurla al fine di possederla.

Questa porta si chiude accompagnata.
Questo silenzio si addentra.






lunedì 24 novembre 2014

In due - Simona Guerra e Francesca Perlini










     

      
      Mi somiglio da quella parte
      dove non cade nulla.
      Questi punti trasparenti
      dove cucire - la pressione del vuoto.
      Guarda,
      come cade sui fianchi
      ciò che appoggio sul tuo bene.
      Non cercarmi nel definito
      ma nel fiato quando mi chiami.











Fotografia di Simona Guerra
Versi di Francesca Perlini



lunedì 10 novembre 2014

Sorridi, regina





fiammiferine femmine in scatola 
bambola 
assassina-ta 
tutte morte 
strette strettine le bambine
piccoline in formato donna
chiudi il pacco il fiocco maschio
è già
in
testa si gira appena
verso la vicina dice "sorridi, regina".



venerdì 31 ottobre 2014

Intonatissima nota




Alcuni momenti, nella vita, servono. Quei momenti in cui, nel teatrino delle relazioni, compare un elemento di cambiamento forte. Ecco, in questa nuova scena, i teatranti mostrano, in un lasso di tempo breve e disarmato, che volto hanno. Le azioni, a volte goffe, sono denudate e visibili. 
Il vero volto interiore si mostra, grazie a questa fortuna che è l'arrivo dell'elemento perturbante. Non c'è tanto tempo per guardare la faccia, il cuore e le mani di chi hai prossimo a te. Una sospensione in cui cala un silenzio diffuso, la scena è visibile come fotografia di se stessa. 
Nelle precauzioni per l'uso meglio che la pagina sia completamente bianca, sì, meglio guardare guardare guardare e respirare a fondo. Può mancare il fiato per quante evidenze, negate fino a questo momento, si palesino dolorosissime.
Non ho mai creduto che i sentimenti siano dimensione pura, chiara in se stessa, nobile. La dissimulazione è la misura con cui ci si tesse reciprocamente per la maggior parte del tempo, il restante lo si passa a riparare i danni che questa finzione crea.
Salvo: natura, animali e umani con importanti deficit psichici. Niente maschere. Tutto è come appare, visibilissimo, chiarissimo, toccantissimo.
Tornando a questo momento con elemento perturbante il dispiacere pare farsi strada tenerissimo, una nota leggera di violoncello che proviene dalla sala prove quando musici, comparse e teatranti  s'abbuffano al buffet.
Quella sola isolata unica friabilissima e intonatissima nota, accordata con il cuore di chi la suona (e non con il resto dell'orchestra), è tutto ciò che mi serve sentire ora (non che abbia interessi diversi il resto del tempo). 
A chi l'ha suonata dico, che a custodia di quel suono metto il mio corpo e il mio respiro, ciò che vedranno i miei occhi e le strade che conosceranno i miei piedi.


sabato 18 ottobre 2014

Questo mondo si è inferocito




Questo mondo si è inferocito. 
Il mondo ha l'ernia, espulsa dall'odio che non si dissipa ma che si annida.
La pressione non scende, alta, tra massima e minima nello spazio tra le cose che non si risolvono.
Quale medicina, se tra la diagnosi e la somministrazione nessuno ascolta ciò che cura? Cura che non può trovarci soli nell'esporre nudi la natura e la voragine del venire al mondo. Mondo, lo stesso mondo di tutti i giorni, e quando dico mondo dico vivente, che esiste pensato dall'uomo, lo stesso uomo che in casa, al lavoro, quando esce di casa e quando piscia il cane, ha tolto la faccia alla pena.


venerdì 10 ottobre 2014

Poche ore ancora




Poche ore ancora!
Per chi volesse, prima dello sposalizio, sarà possibile avere il libriccino dell'azione con il testo, in cambio di un'offerta.
Il libriccino è nato con alcuni intenti: 
farsi seguire durante l'azione;
stare nelle vostre mani e non in uno scatolone;
scovare tutti gli errori di stampa, di cui uno si è rivelato essere fatale per il velo della sposa;
essere riletto dopo, a casa o nel vostro luogo speciale.
Come conseguenza dell'ultimo punto, il libriccino desidererebbe vedere la luce del vostro luogo speciale e lì, proprio lì, dare ancora azione a questo sposalizio che finché ci saranno terre abitate dalla loro stessa natura, unirsi sarà gesto possibile.
A stasera!
Eremo di Monte Giove, ore 21, L'amore non s'immagina, si abbandona.



giovedì 2 ottobre 2014

Azione su invito




L'azione ha il suo eremo, che non è un guscio di lumaca, come annotava Adriana Zarri.
Venerdì 10 ottobre, alle ore 21, il poemetto nuziale si svolgerà all'Eremo di Monte Giove, nei pressi di Fano.

"...stiamo ancora un poco nell'attesa,
questo tempo che concentra
il dare e il ricevere
per abbandonare
ciò che abbiamo immaginato."

Ai canti, l'Officiante, Frida Neri
Il Bosco, Marino Mazzola
La sposa, Francesca Perlini


*Per chi fosse interessato a far replicare l'azione, mi contatti qui:  civico47.info@gmail.com 


mercoledì 1 ottobre 2014

Varcare la soglia




Prima degli architetti di ultima generazione; prima di "l'edificio dialoghi con il territorio circostante"(nient'altro che squallide e anonime periferie); prima della ricreazione in classe; prima della lavagna luminosa; prima della Gelmini; prima della spartizione dei saperi; prima del bambino inteso come imprenditore di se stesso: varcare la soglia.


mercoledì 17 settembre 2014

L'azione ha un eremo






"Io ti sposo, Sposo, come sangue
che ovunque lo versi
torna a Casa."

Tratto dall'azione "L'amore non s'immagina, si abbandona" .

Azione che avverrà Venerdì 10 ottobre, alle ore 21, all'Eremo di Monte Giove (PU).

Voci

Ai canti, l' Officiante
*Frida Neri
Darà voce al Bosco *Marino Mazzola
All'abito bianco *Francesca Perlini 

Testo di Francesca Perlini 



Gli spettatori saranno testimoni dell'azione. Avvicinandosi al luogo dello sposalizio, daranno corpo con i loro corpi allo strascico della sposa. Siete invitati!
Se di vostro gradimento, alla fine dell'azione potrete lasciare un'offerta.





martedì 9 settembre 2014

Cosa c'è dopo l'immaginazione





La luce morbida di settembre; le ombre che si allungano, distendendo un tempo fitto di calma; la vigna (che quest'anno si è ammalata irrimediabilmente), del rosso più buono che ho bevuto nelle case di chi lo fa, luogo in cui ho scritto la maggior parte dello sposalizio; le poche zanzare in giro; l'abito pronto alla prima prova; il terzo sì (quello che darà voce al Bosco); il secondo (che officerà cantando); un bosco all'orizzonte (che pure in caso di pioggia riparerà l'azione); la pazienza di chi ha ascoltato tutte le bozze fino allo sfinimento; le dita incrociate per il quarto sì, affinché il bosco da orizzonte diventi se stesso per sposarsi con me; tutte queste cose insieme sono "L'amore non s'immagina, si abbandona".

E' utile dire che siete tutti invitati, perché chi mi conosce sa che faccio quasi tutto in solitaria, ma questa volta, la mia voce, il mio corpo, da soli, non avrebbero potuto alcun rito, nessun accenno di vitalità. 
Per cui "3" corpi, "3" voci, "3" donne, nel quarto corpo Bosco, produrranno la scena azione di un matrimonio che ho rimandato troppo a lungo. Questa immaginazione che ritarda e rimanda ciò che si vuole.

A breve i dettagli per arrivare al Bosco, all'ora giusta.


sabato 6 settembre 2014

Il peso specifico dell'assenza





Senza dubbio il 2014 è anno di chiusure.
Avere accumulato quarantacinque anni d'esistenza è quantità sufficiente di vita per stratificare eventi, incontri e esperienze che rispondono anch'essi alla lucida legge del "tutto inizia, tutto muore".
Tutto inizia, tutto muore. Tutto. Tutti.
Anche certi ritorni che partiti nuovamente lasciano la percezione di uno spazio liberato. Pur tuttavia una morte.
Non ce l'ha fatta nemmeno il decenne albero di Natale di plastica. Scambiato, dai gattini nati tre mesi fa, per un eccellente surrogato di giochi. Qualcosa d'indifferenziabile, con quella plastichina tutta smangiucchiata al limite delle briciole fusa al metallo che la sosteneva come abete pendente. 
E ora che me ne faccio di un baule di decorazioni? Scelte scrupolosamente rosse. Poche sfumature per non coprire le storie narrate da ogni singolo pezzo. 
Della chiusura rimangono scorie, macerie nella chiusa di legami solidificanti.
E dunque, macerie macigni che pesano il peso specifico dell'assenza.


mercoledì 27 agosto 2014

Quante voci di cui è fitto il bosco





Come si apre nel bosco la mia veste carne, la compagnia con donne attorno a legami dentro cui cerco l'inizio di ogni cosa il battito che mi riconosce la disputa del sì e del no. Figure che appaiono leggere di garza, bianca, corpi nel corpo del bosco capace di guarigione. 

Marina Cvetaeva, da Versi per l'orfano

Se potessi prenderei
nell'utero della caverna:
nella caverna del drago,
nell'anfratto della pantera

con queste zampe di pantera,
se potessi prenderei.

In seno alla natura, nel letto della natura.
Se potessi questa pelle di pantera
mi sfilerei...
La affiderei all'anfratto: che serva allo studio!
Del folto, dell'edera, dell'equiseto e del fiume,

là, dove nel sopore, nel buio e nella lotta,
si intrecciano i rami in vani matrimoni...

Là, dove nel granito, nel tiglio e nel latte,
si intrecciano le mani in perpetui legami
come i rami e i fiumi...

Nella caverna senza luce, nell'anfratto senza orma.
Nel folto, nel verde, e nel verde come in un mantello...

E non il vasto mondo, e non il pane nero:
nella rugiada e nel folto, nel folto come in un vincolo...

Purché alla porta non si bussi,
alla finestra non si gridi,
purché più non si verifichi,
purché nei secoli non si concluda !

Ma è poco una caverna,
è poco un anfratto !
Se potessi prenderei
nella caverna dell'utero.

Se potessi
prenderei.

1936

(traduzione di Margherita Crepax)



venerdì 22 agosto 2014

L'amore non s'immagina, si abbandona


da L'amore non s'immagina, si abbandona
Azione in forma di sposalizio
tra l'umano e la natura
più semplicemente
tra me e il Bosco



Sposa

entro il bosco in un abito bianco
apre i rami il mio sposo
questo radicare l’attesa
sul punto della mia impronta.
(...)



















Sposo

(...)
Fare il nido prima di partire
strappa le vesti il vento
dove il cielo ce la mette tutta
per intrecciare sicuri i rami.
(...)




Sposa
(...)
annota il gesto
quando non accade nulla
come lo spazio riempie lo spazio
come è comodo mentre lo occupiamo
come tra dentro e fuori
(co)incide il limite.
(...)



Sposo

(...)
tremo anch'io nella forma del vento
il morente cade, vuoto rimane vuoto,
spazio per esistere.
Vieni anche se hai paura.
(...)



sabato 9 agosto 2014

Il viaggio che termina l'attesa





"Meglio sapere da dove si parte 
per non confondere questo viaggio 
con la sua destinazione."

tratto da L'amore non s'immagina, si abbandona. 

Questo viaggio che termina l'attesa culminerà con l'azione-nozze L'amore non s'immagina, si abbandona, nel mese di settembre.
Sposalizio tra me e l'elemento che li raccoglie tutti, dove faccio il nido con tutte le cose che ho rimandato.

Intanto parto per elencare tutto ciò che ho ricevuto, che da sposa io non arrivi con una lista bianca, prima di entrare nell'elemento sposo e dissolvere i motivi che ci hanno tenuti separati.



giovedì 31 luglio 2014

Teatro Libero del Monte Nerone IV ed.





Programma 

p.s. il 7, Poesia.
p.s. del p.s. tutti gli eventi si terranno, anche in caso di pioggia, presso l'Agriturismo Fosto della Rosa, che dista dalla pineta, dove si sarebbero dovute tenere le serate, uno sguardo dalla finestra di destra della sala ospitante.

1 Agosto CONCERTO INAUGURALE
"Un Piano per l'Africa"
Daniela Castelli – Expression primitive
Moumouni Dao (Burkina Faso) - Stage di danza Tradizionale dell’Africa dell’Ovest 
Mario Mariani (pianoforte)

2 Agosto CONCERTO
AoBrasil Barbara Piperno (flauto, voce), Peppe Consolmagno (percussioni, berimbau), Mario Mariani (pianoforte)
introduce Claudia Belchior Sambaterapia

3 Agosto SEMINARIO/CONCERTO
con Lorenzo Pierobon 
ore 17,30-20 seminario di Canto Armonico (solo su prenotazione costo 10 euro)
ore 21 concerto "VoiceAlive" dialogo informale tra una voce, un microfono ed un processore di effetti.

4 Agosto MEDITAZIONE ESPERIENZIALE
Marta Bracceschi Il potere di adesso - meditazione secondo gli insegnamenti di Eckhart Tolle 
Mario Mariani Elementalea – concerto meditazione (pianoforte)

5 Agosto MEDITAZIONE ESPERIENZIALE
Adriano Violato – Ben-Essere come vuoto: il campo morfogenetico, l'uomo e l'universo. Esperienza collettiva.
Ippolito Lamedica – Contattare il sé. Incontro e sperimentazioni sull'Ipnosi.
Hypnagogic concert - Mario Mariani (pianoforte) e Alessandra Bosco (voce, percussioni, effetti) 

6 Agosto CONCERTO
Concerto "Suoni armonici e vocalità alchemiche" Susanna Ricci (campane tibetane, di cristallo e alchemiche), Alessandra Bosco (voce, suoni, effetti) con Mario Mariani (pianoforte)
introduce esperienza di Aura Soma e Astrologia karmica con Maria Grazia D’angeli e Stefania Marinelli

7 Agosto POESIA
Griot e Storytelling con Jerome Ngom (Senegal), Loris Ferri, Stefano Sanchini, Pictor, Francesca Perlini, Diego Peri e Marco Fagotti (tastiere), Lavinia Mochi
Introduce Esperienza Cranio Sacrale e Grafologica con Mauro Finetti e Sonia Santi


8 Agosto SEMINARIO/CINEMA
con Silvano Agosti 
ore 18- Seminario Dall'Impotenza alla Creatività (solo su prenotazione costo 10 euro) 
proiezione del film "D'amore si vive" alla presenza del regista cui seguirà
metadibattito e "sfida poetica" tra Silvano Agosti e Luca Torzolini con Mario Mariani (pianoforte)

9 Agosto INCONTRO/PERFORMANCE
Riccardo Geminiani "Infanzia, natura e magia"
Il Ramo d'oro performance con Massimo Ottoni (sand art) Giuliano Del Sorbo (action painting), Mario Mariani (pianoforte)

10 Agosto CONCERTO FINALE A SORPRESA
Cristina OM - Yoga per bambini
THE FULL MOON CONCERT & DANCE
Gli eventi iniziano ogni giorno alle ore 18,30 con la disciplina olistica in programma
cui seguirà una cena al sacco conviviale veg(etari)ana portata e condivisa dai presenti.

La natura di tutti gli eventi è di tipo spontaneo e improvvisativo, 
L’ingresso è a offerta per tutti gli eventi tranne i due seminari di Silvano Agosti e Lorenzo Pierobon (costo 10 euro).

Il ricavato andrà a finanziare "Un Piano per l'Africa", tour artistico/umanitario previsto per i primi mesi del 2015.

Il calendario potrà subire variazioni che verranno tempestivamente comunicate. In caso di maltempo la data, compatibilmente con gli impegni degli artisti, verrà spostata al giorno successivo e sarà unita all’evento previsto in calendario.

Come arrivare:
- prendere la Superstrada Fano-Roma direzione Roma
- uscire a Cagli ovest, prendere la direzione Pianello/Secchiano
- arrivati a Secchiano prendere poco dopo il bivio per Piobbico/Fosto (sulla destra)
- arrivati al cartello Fosto non entrarci ma proseguire ancora per 500m. sulla strada provinciale
troverete un cartello che indica il Teatro Libero del Monte Nerone.
- siete arrivati.

Informazioni: 328 3292515
facebook/teatroliberodelmontenerone
sito: Mario Mariani



lunedì 14 luglio 2014

Pomeridiana





Questa sera, verso le 21.30, inizierà Pomeridiana, rassegna del Festival Off di Macerata, curata da ADAM, Accademia delle Arti Macerata.
"Poeti nel Parco" è l'appuntamento che apre la rassegna, che quest'anno è dedicata alle Muse a agli esempi del femminile letterario.
Ventidue poeti si alterneranno sul palco degli Antichi Forni (causa maltempo ci si sposta dai Giardini Diaz ad un luogo coperto) nella lettura di brani dedicati alle donne.

Dei 22 una sono io. Leggerò alcune pieghe dal mio "Gonne" e starò ad ascoltare come svolteranno nell'aria. Felice d'incontrare chi arriverà a piedi nudi nel parco...degli Antichi Forni (in Piaggia della Torre). Ore 21.30


Qui, il programma completo della rassegna.

giovedì 3 luglio 2014

"La precisione del no" al primo appuntamento





Con la presentazione del poemetto “Sei Lucia”, di Alessandra Carnaroli, prende avvio, nelle sale della Biblioteca Comunale di San Costanzo, la rassegna, ideata e diretta da Francesca Perlini, “La precisione del no: confini abusati, confini negati, confini ristabiliti”.
Rassegna che intende farsi percorso e viaggio dentro le celle del male, nelle sue molteplici declinazioni individuali e sociali, cercando le forze resilienti dell’umano con l’intento di conoscere il male stesso e il suo attraversamento per uscirne, ristabilendo un nuovo e sano panorama esistenziale e culturale.
Lunedì 7 luglio, presso la Biblioteca Comunale di San Costanzo, con il supporto indispensabile dell’Amministrazione del comune di San Costanzo e del Sistema bibliotecario Cometa, Renata Morresi, saggista traduttrice e poetessa di riconosciuta fama nazionale, dialogherà con Alessandra Carnaroli, autrice del poemetto “Sei Lucia” (Collana Isola, 2014). Alessandra Carnaroli, con una scrittura di rottura, proietta il lettore nei gesti del male con lucida precisione, senza sconti e fughe. Il male, con la sua violenza molto spesso stereotipata, viene visto spogliato da quel modo tutto difensivo di negare la parte oscura, che risiede in quel tessuto sociale e individuale portato fino agli estremi distruttivi di abuso e violenza.

La precisione del no afferma il punto esatto in cui s’interrompe la spirale del male, il momento in cui si dà principio alla svolta, necessaria e indispensabile, per cambiare consapevolmente lo stato delle cose.

*
Alessandra Carnaroli è nata a Fano nel 1979 e vive a Piagge (PU). Ha pubblicato le raccolte Taglio intimo (Fara, 2001), Femminimondo (Polimata, 2011), la plaquette autoprodotta Animalier (2013) e Sei Lucia (Isola, 2014). Finalista al premio “A. Delfini” nel 2005 con la raccolta poetica Scartata, suoi testi sono inoltre inclusi nelle antologie 1° non singolo (sette poeti italiani), con una nota di A. Nove, (Oèdipus edizioni, 2006), Bastarde senza gloria (Sartoria Utopia, 2013). Suoi racconti e prose sono pubblicati su diverse riviste cartacee e online.

*
Renata Morresi fa ricerca nell'ambito della letteratura angloamericana, traduce, scrive saggistica e poesia, si occupa di critica culturale e di genere, ha insegnato presso le università di Macerata e di Padova. Tra i libri di poesia: Bagnanti (Perrone 2013) e La Signora W (La camera verde, 2013). La sua prima monografia critica, Nancy Cunard: America, modernismo, negritudine (Quattroventi, Urbino, 2007), è dedicata alla scrittrice inglese ribelle nonché attivista per i diritti civili Nancy Cunard.



martedì 24 giugno 2014

Verso, forse, un'irragionevole bellezza



Giardino di Santa Maria - Pesaro

Di bellezza e di amore è difficile scriverne quanto di ciò che ancora non si è compreso.
C'è una storia che nasce... in effetti è difficile segnarne anche il momento della nascita, per quell' infinito a ritroso che si radica dentro le cose interconnesse. La difficoltà della narrazione aumenta perchè in questa storia bellezza, amore e ciò che ancora non si è compreso sono eventi tutti presenti.

cammineremo dentro gonne ampie
con gambe di foglie. mani d'ali
seguiranno vie lasciate aperte
da chi cucì le trame dei sentieri.

Questi versi li scrissi una mattina ignara del dopo come tante altre. Ebbero la forza di sbattermi violentemente dentro uno stupore in bilico tra follia (ma folle era solo il pensiero limitato dalla comprensione) e vertigine sul punto del futuro. 
Non li cancellai e li misi in una nicchia di cose senza un senso apparente, a prendere polvere.
Qualcosa insieme alla polvere iniziò a depositarsi sopra come un pensiero inquieto, forse la volontà di capirne il significato e la provenienza. Ne trassi un interrogativo: ci sarà qualcuno che li comprende?
Quel qualcuno immaginavo dovesse essere un individuo che aveva percorso vie molto diverse dalle mie, forse più avanti, in un cammino in cui in realtà ci sono più smarrimenti e deviazioni di percorso che graduatorie.

Mario Migliorelli ne ha dipinto un quadro (vorrei mostrarlo ma facendo parte di un concorso, in cui i miei versi sono giunti in finale, bisogna ancora attendere la pubblicazione ufficiale dell' antologia e dei dipinti ad essa abbinati).

Un editore, anonimo fin quando non sarà ufficiale, ne sta facendo un libro di carta in cui "...chi cucì la trama dei sentieri" è una delle 33 poesie-gonne che lo compongono.

Alla Casa degli artisti del Furlo la poesia è arrivata invitata in un pomeriggio d'inverno e di stufe accese, con le luci abbassate e la fuliggine nell'aria dopo una raccolta di erbe sopravvissute al gelo con Loretta Stella, la mia strega preferita, e lo srotolamento di un sudario di foglie dell'artista Elisa Latini.

La cantante Frida Neri ha inserito i versi, e me come portatrice di fiato, in uno spettacolo al passo col mito di Demetra, ospitato in un giardino di una bellezza commossa, insieme ad altre voci poetiche femminili, Francesca Bertoni tra tutte, e il violino di Ilaria Mignoni.

Trascrivere la lista dei luoghi e delle esperienze legati a quei versi è il modo più semplice che ho trovato per mettere insieme i sentieri finora attraversati per scoprire chi o che cosa o non so cucì questo tramare avvolto. 
Un tramare che a tutt'oggi ha rotto celle di dolore, allargato angoli senza uscita e scaraventato in luoghi e incontri d'irragionevole bellezza.